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Il cavallo è un animale solare; a causa della sua potente muscolatura e del suo carattere focoso simboleggia la forza dell’energia pulsionale: pericolosa quando è libera e mossa dai sensi, utile per la realizzazione spirituale quando è controllata e dosata. Domare un cavallo equivale a padroneggiare le pulsioni interiori. È la cavalcatura dei messaggeri divini, dei cavalieri o dei guerrieri spirituali. Ha talvolta una funzione psicopompa, come guida delle anime alla sede ultraterrena. Anche il colore del suo manto ha un valore simbolico: il cavallo bianco, al servizio del bene, il cavallo nero, del male. Nell’antichità era praticata l’ippomanzia, attribuendo così al cavallo un valore profetico. Secondo una credenza, attraverso l’interpretazione del suo nitrito, del movimento degli orecchi o della coda, si potevano prevedere gli eventi futuri. Anche presso i Germani e i Celti il cavallo assumeva un ruolo importante nell’arte augurale. Praticavano la cefalomazia, che consisteva nell’utilizzo di teste di animali, soprattutto del cavallo, per trarne messaggi profetici. Dopo aver lavato e pulito le teste degli animali, utilizzate per dei rituali di sacrificio, i vaticini venivano pronunciati in base al suono prodotto dalle mascelle.
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