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Da secoli presenti nell'immaginario di ogni popolo queste creature del mito e del fantastico sono presentate in questa sezione con le immagini degli illustratori Tiziana Trimboli e Alessandro Scoccia





Basilisco

Cerbero

Chimera

Fenice

Fenrir

Idra

Ippogrifo

Leviatano

Mephit

Pegaso








scilla e cariddi



Nella mitologia classica, soprattutto quella greca, Scilla e Cariddi erano due terribili creature del mare. Secondo alcune fonti Scilla era figlia di Forcide e Crateide; Cariddi invece fu concepita da Poseidone e Gaia. Dalla narrazione che ci è pervenuta leggiamo che in origine Scilla era una ninfa bellissima di cui si era innamorato Glauco; Scilla però, volendo rinunciare al suo amore chiese alla maga Circe una pozione per farlo allontanare. A questo punto però la stessa maga si innamorò di Glauco e vistasi respingere avvelenò l’acqua nei pressi della grotta dove abitava Scilla che venne tramutata in un orribile mostro. Anche Cariddi, che abitava la sponda siciliana dello stretto, fu trasformata in mostro da Zeus a causa del suo continuo appetito. Sia Scilla che Cariddi quindi rappresentavano i pericoli del mare e venivano spesso descritti nei racconti dei marinai come due enormi e terrificanti creature che inghiottivano le navi. Scilla veniva rappresentata con dodici piedi o tentacoli e sei teste ognuna con tre file di denti. Cariddi invece, che era la personificazione dei vortici marini, non ha sembianze ben definite e veniva raffigurato come un gigantesco gorgo all’imbocco dello stretto.







unicorno



Animale mitico dall’aspetto elegante e soave ma allo stesso tempo forte e superbo. Generalmente rappresentato di colore bianco candido è munito di un unico corno in mezzo alla fronte. Le sue origini sono da ricercare in oriente, tra l’India e la Cina: la sua prima descrizione infatti si trova nel gran libro Li-Ki insieme a quelle della tartaruga, del drago e della fenice considerati creature benefiche. Trattandosi di molti secoli fa il Li-Ki ci descrive l’unicorno in maniera molto diversa da come viene raffigurato ora: le sembianze sono quelle di un grande cervo con il dorso di cinque colori e il ventre giallo; ha gli zoccoli di un cavallo, la coda di un bue ed è munito di un grande corno sulla fronte. Questo meraviglioso animale è senza dubbio una delle creature che più di tutte ha affascinato l’immaginario di varie epoche e civiltà. Ad “importare” in occidente la figura dell’Unicorno fu Ctesia di Cnido, un medico viaggiatore, appassionato di storia vissuto nel VI secolo a.C. Inizia così il vero mito dell’unicorno, animale dotato di misteriosi poteri, che diventa da subito brama di cacciatori e ricercatori di trofei.
Dopo il viaggio di Marco Polo in oriente e la successiva apertura delle porte dell’Asia all’Occidente inizia una caccia spietata all’unicorno senza curarsi del fatto che esistesse o no: l’importante era andare a caccia di fama e prestigio. Questa incredibile usanza terminò nel corso del Rinascimento e l’Unicorno giunge fino ai nostri giorni, rappresentato il più delle volte nei pressi di corsi d’acqua e incantevoli laghetti.






viverna


La Viverna è una creatura che compare raramente sia nelle leggende medievali che nei bestiari.Lunga fino a 10 metri è rappresentata generalmente di colore marrone con sfumature verdi e grigie, munita di ali, somiglianti a quelle di un pipistrello, e di un pungiglione, identico a quello di uno scorpione, sull’estremità della coda. Simile al drago si differenzia da questo per il fatto di non possedere zampe anteriori. Ma come il drago possiede enormi fauci e occhi di color rosso fuoco.
La sua apertura alare, che può raggiungere e superare i 15 metri di ampiezza, gli permette di effettuare grandi trasvolate o di scendere in picchiata per catturare le sue prede afferrandole per le zampe e uccidendole con la coda. Di origine romana era considerata portatrice di pestilenze in tutta europa e nel periodo medievale era addirittura identificata con Lucifero.

A cura di
EMANUELE ZAMPETTI

Illustrazioni di
TIZIANA TRIMBOLI
ALESSANDRO SCOCCIA





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