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| Dioniso (Bacco) - Dio dell'Agiatezza |
Numerose leggende narrano la nascita di Dioniso. La particolarità che accomuna tali leggende è che risultano essere completamente discordanti le une dalle altre. Una tale situaszione risulta essere la conseguenza delle diverse relazioni extraconiugali del Dio dell’Olimpo e padre di Dioniso, Zeus con numerose donne, divinità e non. Infatti alcuni racconti confermano Dioniso come figlio di Demetra, altre di Io, di Dione e altre ancora ne attribuiscono la maternità a Lato. Associato al nome di Bacco nella mitologia romana, Dioniso è il Dio dell’agiatezza, cultura, ordine sociale e civile.
La leggenda più diffusa in merito alla nascita della suddetta divinità è quella che lo vuole figlio della Dea Semele, legittima discendente della regina Armonia e del re di Tebe, Cadmo.
Anche in questo caso, la giovane fanciulla (Semele) si troverà a dover affrontare le ire della gelosa e vendicativa Era, legittima moglie di Zeus. Ella infatti per rifarsi dell’ennesimo tradimento subito dal marito ricorrerà ad ogni stratagemma e tranelli di varia natura e gravità.
Il primo dei suoi piani lo mette in atto assumendo le sembianze di Beroe, nutrice della giovane Semele, presentandosi alla stessa, la mette in guardia dal suo amante (Zeus), il quale pur di conquistare la giovane, aveva assunto e si era presentato a lei tramite mentite spoglie, ovvero quelle di un mortale.
Era quindi, furba e vendicativa, con l’aspetto di Boroe, consiglia alla ragazza di chiedere al suo amante la sua vera identità e di considerare un eventuale rifiuto dell’uomo una prova dell’inganno subito. Tutto questo non doveva servire solo ad allontanare Semele da Zeus; scoperto l’inganno infatti ella non si sarebbe più concessa a lui, ma ad ottenere di più, molto di più.
Quando successivamente Zeus fece visita alla sua giovane amante, ella si ricordò del consiglio offertole dalla sua cara Boroe/Era. Chiese al Dio dell’Olimpo di mostrarsi con il suo vero aspetto come prova del suo amore e della sua fedeltà. Disperato, Zeus dovette acconsentire, e nel mostrarsi armato dei suoi fulmini, in tutta la sua potenza e vigore, finì col folgorare involontariamente la giovane Semele, la quale non essendo una divinità non potè sopportare tutto il potere emanato dalla grande divinità.
La povera Semele però era già gravida dalle precedenti unioni con il Dio, così per evitare che anche il piccolo seguisse la stessa sorte della madre, egli lo strappò dal ventre della donna, si procurò uno squarcio sulla coscia e vi ripose il feto allo scopo di fargli terminare la gestazione e quindi permetterne la nascita.
Fu così che nacque Dioniso, dalla coscia di Zeus; infatti il suo nome dovrebbe significare “nato due volte”.
Una volta divenuto adulto Era, sempre pronta ad attuare le sue vendette, lo fece diventare pazzo. Da allora Dioniso viaggiò da ogni parte della terra allora conosciuta (forse per ritrovare se stesso), in compagnia di Sileno, dei Satiri, Ninfe e delle Menadi.
Durante il suo pellegrinare giunse nell’isola di Nasso dove conobbe una fanciulla di nome Arianna, (abbandonata da Teseo dopo la morte del Minotauro), della quale si innamorò, la sposò e la portò con se e i suoi amici.
Tra le varie avventure nelle quali si imbattè vi fu anche un tentato rapimento da parte dei pirati, i quali intendevano vendere il semidio in un mercato d’oriente. Dioniso però, consapevole delle suo potere, mando a monte il piano tramutando i remi delle loro nave in serpenti, boloccandole con fiumi d’edera e vite. I pirati sull’orlo della pazzia si gettarono tutti i mare tramutandosi anch’essi in delfini.Al termine di tutte le sue avventure, avendo dimostrato di avere un coraggio, intelligenza e un cuore al pari degli Dei gli venne finalmente concesso da Perseo di entrare nell’Olimpo ed essere considerato a tutti gli effetti una divinità, figlia di Zeus.
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