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| Ermes (Mercurio) - Dio dei Viaggiatori |
Ermes o Hermes, che nella mitologia romana corrisponde al nome di Mercurio, fu il frutto dell’ennesima relazione extraconiugale tra Zeus e Maia, la più bella e luminosa stella delle Pleiadi.
Nato in una grotta del monte Cillene, nel Peloponneso, il Dio venne adorato dai romani soprattutto come divinità legata al commercio e transazioni commerciali mentre nella mitologia greca tale divinità venne adorata anche per i viaggi (in genere) e per i viaggiatori. Fu altrsì la divinità dei pesi e delle misure, dei pastori e mandriani, degli oratori, poeti e della letteratura, tutto ciò grazie alle sue immense risorse e l’astuzia che lo contraddistingueva.
Inoltre grazie alle sue qualità d’interprete, gli viene attribuito il titolo di messaggero degli Dei nelle comunicazioni tra questi e gli uomini. Tra le tante qualità e poteri di cui tale divinità risulta essere dotata, avrà un ruolo fondamentale la facoltà di poter entrare e uscire dal regno degli inferi senza conseguenze. Infatti ciò risultrà molto utile nelle trattative tra Zeus e Ade per la liberazione di Persefone (vedi Demetra-Ade-Persefone). Per tale ragione gli sarà attribuito anche il ruolo di accompagnatore delle anime dei defunti.
I simboli che lo identificano sono il gallo e la tartaruga; si narra infatti, che appena nato, Ermes si levò le fasce ed usci dalla grotta in cui giaceva; incontrò una tartaruga alla quale tolse il guscio per poterne fare una cetra dal cui suono anche Apollo rimase incantato.
Un’altra leggenda racconta di come con l’astuzia Egli riuscì a rubare parte del bestiame degli Dei (custodito da Apollo), tirando le bestie per la coda, costringendole quindi a camminare a ritroso per non lasciare tracce. Tale impresa fece sì che il Dio si guadagnasse anche il titolo di protettore dei ladri e dei bugiardi.
In epoca classica la rappresentazione iconografica di Hermes muta. Precedentemente raffigurato come un uomo anziano e barbuto, viene trsformato in un atletico giovane divenendo altresì il patrono di tutti i ginnasti della grecia.
Nelle rappresentazioni più diffuse, Hermes appare come un giovane vestito di semplici abiti (come un pastore o viaggiatore), sulla testa sfoggia il petaso, ovvero un cappello alato e calza un paio di sandali anch’essi dotati di ali (talari). In mano tringe un astone o il caduceo, attorno al quale si intrecciano due serpenti.
Tra le numerosissime amanti di Ermes ricordiamo, Afrodite con la quale concepì sette figli tra cui troviamo Eros e Ermafrodito (anche se Eros e maggiormente attribuito alla relazione di Afrodite con il suo amante di sempre Ares, dal quale ebbe anche Anteros ovvero la personificazione dell’amore corrisposto) e Penelope dalla quale ebbe Pan (Dio della Natura).
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