Triangolo delle Bermuda

Il Triangolo delle Bermuda: il triangolo della morte



Grandi meraviglie, si pensa, potrebbero ancora riposare laggiù, in fondo all’oceano, forse sulla Dorsale Medio Atlantica, in attesa che qualcuno possa riportarle alla luce.

In effetti, una delle zone più misteriose del mondo è senza dubbio il triangolo di mare compreso tra le Bermuda, le Bahamas e Porto Rico, ovvero, il Triangolo delle Bermuda, conosciuto da più di mezzo secolo come “il triangolo della morte”. Infatti, nel corso degli anni, numerosissimi aeromobili e unità navali sono scomparsi senza spiegazione, proprio mentre sorvolavano o navigavano in quel tratto di mare.




Il Triangolo delle Bermuda è una delle zone più misteriose della Terra. Qui, negli ultimi tre secoli, sono svaniti nel nulla decine di aeroplani e navi. Non sono mai stati ritrovati né i corpi delle persone scomparse né i relitti dei loro mezzi. Molti degli aeroplani sono svaniti all’improvviso, mentre erano in contatto radio con la terraferma, senza annunciare nessun pericolo evidente, mentre altri, prima di scomparire dal radar, hanno trasmesso via radio messaggi al limite dell’incredibile dicendo che non riuscivano più a far funzionare i loro strumenti, che le bussole erano impazzite, che il cielo era diventato giallo e nebbioso anche se fino a pochi secondi prima era stato limpido, e che l’oceano non aveva più “un aspetto normale”. Che fine abbiano fatto quelle persone e i loro aeroplani non si sa.

Il Triangolo Maledetto 

 

Si è sempre cercato di dare delle spiegazioni a tale fenomeno, ma ancora oggi non si conosce la verità. Molti pensano che in un determinato punto dell’oceano vi possa essere un forte risucchio d’acqua, capace di trascinare le navi in profondità distruggendole, ma ciò non spiegherebbe la scomparsa degli aeromezzi. Infatti, nella maggior parte dei casi, non è stata trovata alcuna traccia degli aerei e delle navi scomparse. Allora si è pensato a uragani (anche quando non sarebbero dovuto esserci!), cicloni improvvisi in grado di trasportare oggetti anche molto pesanti per decine di chilometri, ma è improbabile che ciò possa essere accaduto così tante volte.

Altri pensano che il fenomeno nel Triangolo delle Bermuda possa essere correlato con Atlantide. Secondo la descrizione che ce ne fa Platone nel Timeo e nel Crizia, parte dell’isola in questione poteva essere situata più o meno in prossimità del triangolo maledetto. Secondo il filosofo greco, questa civiltà perduta era a conoscenza di una tecnologia molto avanzata che utilizzava come energia il potere dei cristalli, che esamineremo meglio tra breve. Chissà se qualche potente marchingegno atlantideo capace di teletrasportare navi e aerei in altre dimensioni possa ancora essere in funzione nelle profondità oceaniche… chi lo può sapere?

Il dottor Ray Brown

 

A tal proposito, potrebbe essere molto interessante l’esperienza subacquea del dottor Ray Brown presso le Isole Berry delle Bahama, descritta da Charles Berlitz in Atlantide, l’ottavo continente:

Mi trovavo vicino al fondo, a poco più di 40 metri di profondità (…). Mi volsi a guardare il Sole attraverso l’acqua torbida e allora vidi la forma di una piramide che brillava come uno specchio. A circa 12-13 metri dalla sommità c’era un’apertura. Confesso che ero riluttante a entrarvi, ma decisi di dirigermi comunque alla volta (…). Vidi qualcosa che riluceva: era un cristallo sorretto da due mani metalliche. Indossavo i guanti da sub, così afferrai il cristallo finché riuscii a liberarlo. Non appena l’ebbi preso, sentii che era il momento di andarmene, senza tornare indietro. Non sono la sola persona ad aver visto queste rovine; anche altri le hanno osservate dall’alto, dall’aeroplano, e dicono che sono larghe sette chilometri e lunghe ancora di più.




Il dottor Ray Brown sarebbe ancora in possesso di quel misterioso cristallo, che avrebbe anche mostrato durante una serie di conferenze, tuttavia, non rivelò mai l’ubicazione esatta di queste rovine sottomarine.

Alcuni pensano anche che in diversi punti della Terra possano esistere altri varchi spazio-temporali, capaci di collegare tra loro particolari zone del nostro globo, ma anche pianeti tra loro lontanissimi. Prendiamo come esempio il mare del diavolo, un tratto di mare che si estende dall’arcipelago giapponese fino alle isole Marianne, dalle caratteristiche molto simili al Triangolo delle Bermuda.

Comunque sia, anche questa ipotesi è ancora da verificare e il mistero del triangolo maledetto, rimane appunto un mistero, così come il luogo in cui un tempo sorgeva l’isola di Atlantide.

di Giorgio Pastore
tratto dal libro Dèi del Cielo, Dèi della Terra
Alla ricerca del sapere perduto.

AUTORE: GIORGIO PASTORE

FORMATO: 16 X 23

PAGINE: 286

ISBN:  978-88-89713-07-5

Dèi del Cielo, dèi della Terra

 

Dèi del cielo, dèi della Terra è un viaggio alla scoperta di noi stessi, attraverso l’analisi di antichi miti e leggende, che ci raccontano di un mondo precedente il nostro, sepolto dalle sabbie del tempo. Come nacque la vita sulla Terra? Come nacque l’uomo? E, perché questi è così diverso da tutti gli altri esseri viventi di questo pianeta? Queste sono solo alcune delle domande alle quali in questo libro si cercherà di rispondere, risalendo a ritroso nel tempo, per giungere su Atlantide, il mitico continente sommerso in una sola notte, in un’era nella quale gli dèi parlavano ancora agli uomini. Queste stesse divinità, sopravvivono nel tempo, in tutte le tradizioni del mondo antico.

Muta il loro nome, ma non il loro volto. Sopravvivono negli antichi miti dei popoli, nei sabbiosi reperti archeologici, in meravigliose tracce che lo studioso moderno segue, nella speranza di scoprire la verità sull’uomo e sulla sua genesi. È nostro dovere conoscere chi siamo, indagare il passato alla ricerca delle nostre origini e delle risposte alle domande che pesano da millenni sull’odierna civiltà. L’umanità di oggi è il risultato di una lunga evoluzione che potrebbe trovare il suo inizio in un paradiso terrestre reale, divenuto un mito solamente in seguito…