Pendolo di Foucault

I misteri del Pendolo di Faucault

 

Palazzo della Ragione – Padova




 

All’interno del Palazzo della Ragione, sede degli antichi tribunali cittadini risalenti al 1218, si trova il “Pendolo di Foucault”. Il piano dell’edificio che lo ospita è davvero avveniristico: venne concepito nel 1306-1308 come sala più grande del mondo (82 metri x 27 metri) coperta con una struttura di legno identica a una carena di una nave, opera titanica di Giovanni degli Eremitani. Ospitava affreschi di Giotto, purtroppo perduti a causa di un incendio. È un edifico ricco di simbologie esoteriche e astrologiche, con rappresentazioni di temi legati alle costellazioni distribuiti in 333 riquadri. Essi descrivono i segni zodiacali e le influenze dei pianeti sull’uomo: un vero e proprio planetario esoterico.




Il Pendolo di Foucault

 

Un’insolita meridiana osserva severa l’ambiente: è un mascherone dall’aspetto di un sole, dalla cui bocca penetra un raggio di luce all’interno del salone, che tocca con grande precisione l’asta graduata sul pavimento. Luogo perfetto per ospitare il famoso pendolo di Foucault, uno strumento creato nella metà dell’Ottocento in onore del fisico francese Jean Bernard Leon Foucault per dimostrare la rotazione della Terra tramite l’effetto di Coriolis (forza apparente a cui è soggetto un corpo osservato da un sistema di riferimento in moto circolare rispetto a un sistema di riferimento inerziale).

Una sfera di 13 kg è appesa direttamente al soffitto con un filo di acciaio alto 20 metri, misure molto precise necessarie per poter calcolare esattamente il movimento della rotazione della Terra. La rotazione avverrebbe in senso orario nell’emisfero boreale e in senso antiorario in quello australe, regola perfettamente rispettata da ciò che è un vero e proprio misuratore della forza della natura. Sempre nello stesso Palazzo, oltre che al Pendolo di Foucault è conservata la curiosa pietra del Vituperio, uno “strumento della Vergogna” dedicato ai debitori insolventi.

La pietra del vituperio

 

A partire dal 1231, chi veniva accusato di non risarcire i propri debiti, doveva sedersi sopra la pietra con indosso solo camicia e mutande e battendo tre volte il sedere era obbligato a urlare di fronte alla folla, che osservava divertita, “Cedo bonis!” ovvero “Rinuncio ai beni!”. Gli spettatori dovevano essere almeno cento, il minimo affinché l’ammissione della propria colpa fosse accettabile. Successivamente il debitore insolvente veniva espulso dalla città, ma se individuato ad aggirarsi tra le case, perché in ritorno clandestino, doveva sottostare nuovamente alla stessa punizione, con l’aggiunta del lancio di tre secchiate d’acqua gelida.

Da questo episodio deriverebbe il detto “restare in braghe di tela” perché chi aveva tanti debiti era nella maggior parte delle ipotesi, divenuto povero. Non avendo più nulla da offrire, si obbligava l’insolvente a pagare pegno con la propria dignità. Dato che anche una risata ha il suo valore, portando divertimento poteva, anche solo per un momento, far dimenticare il denaro che avrebbe dovuto restituire ai creditori.

di Isabella dalla Vecchia
tratto dal libro Oggetti, misteriosi, inspiegabili e magici in Italia

AUTORE: ISABELLA DALLA VECCHIA

PREFAZIONE: SABRINA PIERAGOSTINI

FORMATO: 15 X 21

PAGINE: 151 (con inserto a colori)

ISBN:  978-88-89713-45-7

Oggetti Misteriosi, inspiegabili e magici in Italia

 

Dall’orologio a moto perpetuo di Zamboni al computer di pietra di Matelica, dal martello dell’Agabbadora al baroscopio in grado di prevedere i terremoti. “Oggetti, cose senza anima” ma è davvero così? Non proprio. Perché quando essi parlano sanno raccontare storie incredibili, vicende della nostra storia che avremmo altrimenti dimenticato.

Questo libro raccoglie una serie di antichi oggetti rintracciabili in ogni angolo della penisola italiana, vanto della nostra cultura, replicati e diffusi da scienziati e artisti di tutto il mondo. Il Disco di Festo viene studiato in ogni angolo del nostro pianeta? È una probabile copia del nostro Disco di Magliano. La ghigliottina? È un’idea di Guillotin dopo aver visto quella di Caravaggio. Le vicende di Re Artù? Sono state narrate per la prima volta in Italia. Questo è solo un assaggio delle decine di oggetti insoliti e magici descritti in questo libro. Oggetti misteriosi e inspiegabili, eterna eredità di un passato ancora in gran parte ignoto.