Pergamena magica

La pergamena che esaudisce i desideri




È davvero curioso il documento conservato negli Archivi del Palazzo a Cava de’ Tirreni, datato al 4 settembre 1460. Esso, una pergamena, sarebbe in grado di ‘realizzare qualsiasi desiderio’ che vi venga scritto. Fu consegnato da Ferdinando I d’Aragona come dono agli abitanti della città per averlo soccorso durante una battaglia dagli esiti disperati.




La pergamena dei desideri

 

Il suo regno veniva costantemente minacciato dai nobili di Terra di Lavoro e dai principi di Rossano e di Taranto, i quali cercavano di far succedere al potere Giovanni d’Angiò. Questi continui attriti esplosero in una battaglia nella piana del Sarno, nel caldo mese di luglio, in cui gli aragonesi stavano per essere duramente sconfitti. Ma a un passo dalla sopraffazione, durante la notte, cinquecento cavesi, sotto la guida di Giosuè e Marino Longo, attaccarono di sorpresa l’esercito angioino nel momento in cui l’esercito del re d’Aragona stava per essere accerchiato.

Il nemico dovette arretrare e, grazie al loro supporto, le sorti del conflitto furono ribaltate. Il re era talmente euforico per questa vittoria che promise ai cavesi di esaudire qualsiasi loro desiderio, ma gli abitanti non chiesero nulla, appagati di aver compiuto il proprio dovere.

La città fedelissima

 

Il re offrì dunque, il 4 settembre 1460, al sindaco della città, Onofrio Scannapieco, una pergamena ‘in bianco’ contrassegnata da sigillo e firma reale. La consegnò alla città affinché ci meditassero sopra e scrivessero i propri desideri in un secondo tempo. Avrebbe esaudito loro qualsiasi richiesta. Nulla, però, venne mai scritto, e Ferdinando onorò la città con il titolo di

“Città fedelissima e allo popolo cavajuolo cospicue guarentigie, quale l’esenzione dal pagamento, in tutto il reame, di ogni tipo di gabella, sia nel vendere che nell’acquistare, oltre il pregio di integrare con le armi Aragonesi (due pali rossi in campo giallo) lo stemma della città e la sovrapposizione allo stesso della corona regale”.

La pergamena è ancora oggi intonsa e viene consegnata in premio durante la Disfida dei Trombolieri, organizzata ogni prima domenica di luglio. È una rievocazione storica in cui 8 sfidanti, divisi in 4 rioni, gareggiano in batterie di sparo con gli archibugi, chiamati ‘trombolieri’.
La pergamena non è da considerarsi fuori dal comune, ma di certo ha acquisito negli anni una forte carica “magica”, quindi non è troppo assurdo pensare che nel caso si scrivesse realmente qualcosa, Ferdinando accorrerebbe fin dall’aldilà per esaudirlo, dopotutto un re non lascia mai nulla di incompiuto. Naturalmente… dev’essere qualcosa di realmente importante!

di Isabella dalla Vecchia
tratto dal libro Oggetti, misteriosi, inspiegabili e magici in Italia

AUTORE: ISABELLA DALLA VECCHIA

PREFAZIONE: SABRINA PIERAGOSTINI

FORMATO: 15 X 21

PAGINE: 151 (con inserto a colori)

ISBN:  978-88-89713-45-7

Oggetti Misteriosi, inspiegabili e magici in Italia

 

Dall’orologio a moto perpetuo di Zamboni al computer di pietra di Matelica, dal martello dell’Agabbadora al baroscopio in grado di prevedere i terremoti. “Oggetti, cose senza anima” ma è davvero così? Non proprio. Perché quando essi parlano sanno raccontare storie incredibili, vicende della nostra storia che avremmo altrimenti dimenticato.

Questo libro raccoglie una serie di antichi oggetti rintracciabili in ogni angolo della penisola italiana, vanto della nostra cultura, replicati e diffusi da scienziati e artisti di tutto il mondo. Il Disco di Festo viene studiato in ogni angolo del nostro pianeta? È una probabile copia del nostro Disco di Magliano. La ghigliottina? È un’idea di Guillotin dopo aver visto quella di Caravaggio. Le vicende di Re Artù? Sono state narrate per la prima volta in Italia. Questo è solo un assaggio delle decine di oggetti insoliti e magici descritti in questo libro. Oggetti misteriosi e inspiegabili, eterna eredità di un passato ancora in gran parte ignoto.