Conte Ugolino | Mito e Leggenda

Il Conte Ugolino della Gherardesca



Il Conte Ugolino è vissuto tra il 1210 e il 1289. Figlio di Guelfo della Gherardesca, conte di Donoratico era il capo dei Guelfi di Pisa nell’XIII secolo.




Conte Ugolino: la leggenda

 

Ugolino della Gherardesca era stato, quindi, un politico italiano di fazione ghibellina pur parteggiando per i guelfi.

Comandante di nave, Ugolino ha ricoperto, nel corso della sua vita, importanti cariche nobiliari. Fu infatti Conte di Donoratico e Patrizio di Pisa. Divenne anche Vicario di Sardegna per conto del Re Enzo di Svevia.

La sua carriera politica toccò i massimi livelli quando divenne podestà di Pisa dal 18 aprile 1284.

Fatto questo breve escursus storico, verità vuole che il Conte Ugolino, come personaggio, è stato reso famoso dalla Divina Commedia di Dante che lo colloca nell’Antenora. Questa, è la seconda zona del nono cerchio dell’Inferno, dove vengono puniti i traditori della patria. Ugolino, è immerso nelle acque gelate di Cocito, e appare come un dannato vendicatore, che divora brutalmente la testa dell’arcivescovo Ruggieri.

Oltre che nell’opera di Dante troviamo le vicende del Conte anche nei Racconti di Canterbury di Chaucer.

Ci narra la leggenda che a Ugolino furono dati i più alti riconoscimenti, ma Ruggieri, arcivescovo di Pisa, assieme alle famiglie Sismondi, Gualandi e Lanfranchi istigò il popolo a insorgere contro il suo potere.

Una folla assaltò il suo castello, furono uccisi due suoi nipoti e lui fu lui stesso rinchiuso in una torre, detta Torre della Muda, con i figli e altri nipoti rimasti in vita.

Sembra che le chiavi di questa torre vennero lanciate nel fiume Arno così i reclusi, completamente abbandonati a loro stessi, perirono in rapida successione per mancanza di cibo.

Si dice, che durante la prigionia, Ugolino si sia nutrito di carne dei suoi parenti. Conosciuta per questa leggenda, la torre venne ribattezzata “la torre della carestia”. Alcuni resti della torre sono ancora visibili nell’attuale Piazza Dei Cavalieri.