Papa Mago | Mito e Leggenda

Silvestro II, al secolo Gerberto D’Aurillac



Papa Silvestro II (conosciuto con l’appellativo di Papa Mago, ndr) è nato in Alvernia (Francia) intorno al 945, ricevette un’ottima educazione nell’abbazia benedettina di Aurillac. Era un vero e proprio genio: eccelleva in tutte le arti del trivium (grammatica, dialettica e retorica) e del quadrivium (aritmetica, musica, geometria ed astronomia). Nel 972 andò a studiare a Reims.




Il Papa Mago: dalla storia…

 

L’Arcivescovo della Diocesi lo nominò presto magister della scuola. Si diffuse la sua fama di maestro dotato di una grande personalità. L’imperatore Ottone II (973-983), su consiglio del Papa, lo nominò abate dei monaci colombaniani di Bobbio. Qui Gerberto nel 983 aprì una scuola che divenne subito famosa. Poi fece ritorno a Reims. Anche qui rinnovò la scuola, che divenne un focolare di cultura aperta alla geometria, alla storia, all’astronomia, alla fisica, alla logica, alla poesia, ottenendo un successo europeo. A Reims Gerberto, dopo varie vicende, fu nominato arcivescovo di Ravenna.

… alle gesta…

 

Successivamente l’imperatore Ottone III (996-1002) nominò come successore alla sede pontificia il suo amico e tutore Gerberto. Come primo papa francese, assunse il nome di Silvestro II (314-335) per simboleggiare la collaborazione tra papato e impero. Primo papa della storia a lanciare un appello per la liberazione del Santo Sepolcro dai musulmani. «Lavorò sempre nel più stretto accordo con Ottone, al quale faceva balenare la possibilità concreta di un ripristinato Impero romano cristiano… Tra i successi ottenuti dall’opera compiuta insieme, il più notevole è l’organizzazione della Chiesa in Polonia e in Ungheria».

Ma la fama di Papa Silvestro detto il Papa Mago non è tanto dovuta al suo operato come uomo di Chiesa, quanto al suo intelletto, alla sua intelligenza, alla sua genialità e soprattutto alla sua fama di mago ed esoterista. Silvestro II fu il personaggio più misterioso della storia di Roma e probabilmente anche della Chiesa.
Silvestro II, al secolo Gerberto D’Aurillac divenne papa il 2 aprile 999 grazie all’influenza di Ottone III. La sua conoscenza era tanto strabiliante che molti credettero derivasse dalla magia o da qualche diavolo. Comunque Gerberto divenne Vescovo di Reims.

Nel 996 però fu scomunicato e gli fu tolta la mitra. Silvestro II fu anche il primo Papa a richiedere una crociata (ma la prima sarebbe partita anni dopo) e sostenne la cristianità durante la grande paura dell’ anno mille, quando fu il primo a cospargersi il capo di cenere proprio nella notte di San Silvestro del 31-11-999 invocando la pietà divina temendo la fine del mondo.

 

… alla leggenda

 

Si dice che Gerberto il Papa Mago fosse in tresca con una strega, che avesse incatenato un demone in una maschera d’oro, che avesse un libro magico e un Djinn al suo servizio…In ogni caso tutte le leggende cercano di spiegare la salita al potere di Gerberto come risultato di un potere esoterico. Mentre Gerberto era a Reims, incontrò una donna, Meridiana. Meridiana era una fata o più prosaicamente un’adepta di riti esoterici. Non ci è dato di sapere se il Papa Mago si innamorò di lei o della sua scienza, ma rimase ammaliato da Meridiana. Per conquistarla si indebitò e perse tutto, inutilmente (e fu pure scomunicato!?!). Un giorno però, mentre Gerberto ormai fallito si aggirava per un bosco, Meridiana gli venne incontro e gli propose in cambio della fedeltà e del segreto, conoscenza e potere (chi non avrebbe accettato?).

Grazie a Meridiana, Gerberto si riprese economicamente e moralmente ed ottenne il successo. Per esempio sembra che Meridiana gli avesse predetto che sarebbe divenuto papa entro la fine del secolo, nonostante l’ elezione nel 996 di Gregorio V.

Questa leggenda ha dei riscontri tipici della favola medievale: la donna che corrompe l’uomo giusto. Il protagonista che degrada moralmente e l’amore passionale e struggente che distrugge l’animo umano.

Gerberto era venuto in pellegrinaggio a Roma. Al tempo nel campo Marzio (quella zona attorno al parlamento) c’era una statua molto malridotta. Un dito di quella statua indicava un punto e sul basamento era inciso in latino “Percuoti qui”.

Il dito e la testa della statua erano stati colpiti da numerosi colpi di maglio, sferrati da improbabili cercatori di tesori. Silvestro vi passò davanti e si fermò ad osservare.

12 sedili

 

Aspettò mezzogiorno e segnò il punto raggiunto dall’ombra del dito della statua. Vi tornò nottetempo con un servo ed iniziò a scavare nel punto segnato. In poco tempo scoprirono un passaggio scuro con una scala che scendeva in profondità. In fondo alla scala c’era una stanza con un trono in fondo e 12 sedili attorno. Sui sedili erano seduti 12 statue con una maschera d’argento. Sul trono, invece, c’era una statua con una maschera d’oro.

Al centro della sala vi era il tesoro di Augusto. Ma nulla si poteva prendere perché non appena si toccava qualcosa le statue si animavano. Gerberto scoprì che l’unica cosa che poteva toccare era un libro nero.

Tentò allora di aprire il libro e gli apparve un uomo dal nulla, vestito come un turco. Si presentò come il guardiano del libro e disse al monaco che poteva tenersi il tomo. Questo a patto che non lo avrebbe mai letto senza la sua presenza. Gerberto acconsentì e il guardiano tornò nel libro.

Ivi era scritto tutto il sapere ma Gerberto non poteva leggerlo liberamente perché il guardiano lo costringeva a vederne solo alcune parti. Il guardiano disse anche che se avesse cercato di prendere il libro lo avrebbe cercato ovunque per terra e per mare. Ma un giorno il nostro Gerberto rubò il libro e scappò. Il guardiano volò alla sua ricerca, ma il monaco si era appeso con una corda sotto il ponte Sant’Angelo in modo da non trovarsi né in terra né in mare.

Il Guardiano

 

Dopo un’ infruttuosa ricerca il guardiano sparì e non si fece (quasi) più rivedere. Questa leggenda è di chiaro sapore orientale. Il Guardiano sembra un Djinn arabo, mentre l’astuzia dell’uomo che lo intrappola, il libro e le statue sono tipiche delle favole islamiche e mediorientali.
È molto interessante notare come le due leggende riassumano questo personaggio a metà tra le due culture. Silvestro II, si fece costruire una maschera d’Oro che rispondeva alle domande e prevedeva il futuro. Sembra che molte persone avessero visto questa maschera all’opera. Secondo alcuni Gerberto avrebbe incatenato un diavolo dentro la maschera. Lo avrebbe poi costretto a rispondere senza menzogne.

Il Migne nella mitologia latina scrisse: “Possedeva (Gerberto) nel suo palazzo, una testa di bronzo che rispondeva “si” o “no” alle domande che egli le rivolgeva sulla politica e sulla situazione della cristianità. Secondo Silvestro II questo procedimento era molto semplice e corrispondeva al calcolo con due cifre.

Possibile che Gerberto potesse costruire una macchina analitica in codice binario? Dai cronisti dell’epoca apprendiamo che egli inventò un “globo celeste in cui tutti gli astri avevano proprie orbite e propri movimenti e compivano in tempi proporzionati le proprie rivoluzioni”. Si tratta, evidentemente, di un planetario: un’invenzione che fu ripresa solo nel XIX secolo.

Inventò anche un orologio meccanico e un organo a vapore. Di tutte queste invenzioni e di altre ancora non si hanno notizie certe. Pare infatti che alla sua morte tutto fu distrutto. Sembra che Silvestro fosse un gran conoscitore anche dell’esoterismo e della demonologia.

La maschera del Papa Mago

 

Probabilmente la sua sete di sapere lo aveva portato ad esplorare anche queste dottrine. Per Gerberto non si trattava di abiurare una fede, ma probabilmente pensava di dover conoscere tutto per esercitare al meglio i suoi doveri. Cercò vari libri di occultismo in Europa e si dimostrò un grande conoscitore della materia. Un giorno Silvestro chiese alla sua maschera quando sarebbe morto.

La maschera rispose “tu morirai officiando messa a Gerusalemme.” Gerberto rimase perplesso: aveva da poco richiesto ai Regni Cristiani di liberare Gerusalemme dagli arabi! Ma poi pensò che sarebbe bastato non recarsi in Terra Santa.

Ma un giorno, mentreil  Papa Mago officiava messa a S. Croce in Gerusalemme, chiesa così chiamata per le reliquie portate da Sant’Elena, si sentì male e vide per l’ultima volta il turco. Capì allora che era giunto il suo momento. Chiamò i prelati e i cardinali. Ordinò loro che d’ora in poi la consacrazione delle ostie fosse fatta di fronte ai fedeli e non di spalle. Poi confessò di essersi dedicato alla demonologia, alle arti proibite e alla magia. Si raccomandò di distruggere le sue invenzioni e chiese perdono a Dio.

Infine come ultima volontà volle che il suo feretro fosse attaccato ad un carro di buoi e lasciato andare liberamente, sarebbe stato seppellito lì dove i buoi si sarebbero fermati. Ma i buoi seguirono precisamente il percorso funebre tradizionale e si fermarono solo dentro la cattedrale di San Giovanni, seguiti dal corteo inorridito e stupefatto! Questo forse fu un segno divino avesse voluto riabilitare il povero Gerberto.

La tomba di Gerberto

 

Si dice che la tomba originale, erettagli da papa Sergio IV, si inumidiva quando si avvicinava la morte di un cardinale. Trasudava acqua, invece, quando un papa veniva a morte. Questo fino al 1684, quando, per volere di Papa Innocenzo XI, venne aperta per un’ispezione. Le spoglie del papa, trovate intatte, si dissolsero al contatto con l’aria.

Una parte dell’iscrizione sulla tomba del Papa Mago recita: Iste locus Silvestris membra sepulti venturo Domino conferet ad sonitum (“Questo luogo, all’arrivo del Signore, renderà al suono dell’ultima tromba i resti sepolti di Silvestro II“). La traduzione erronea di conferet ad sonitum con “emetterà un suono” diede adito alla curiosa leggenda. Quella in cui si narra che le sue ossa sbatacchino subito prima della morte di un papa. Silvestro II, mago, scienziato, papa in mezzo alla lotta per le investiture e alle sette millenaristiche, scomunicato, apostata, mussulmano, diviene il simbolo di un momento storico come forse nessun altro.

 

di Cinzia Palmacci