Prete Gianni | Mito e Leggenda

Un personaggio… ignoto



Sulla figura di Prete Gianni, protagonista di alcune leggende medievali, abbiamo notizie scarse, alcune in netto contrasto fra di loro.




Prete Gianni: la leggenda

 

Sembra sia vissuto nel XII secolo, e fu re in un paese dell’Africa o dell’Asia. Mentre per alcuni era un sacerdote cristiano, altri riportano che invece fosse ebreo.

Furono avanzate, comunque, nel corso dei secoli, varie ipotesi sia sull’origine del nome sia riguardo la sua identità. Secondo Jacques de Vitry si poteva trattare del famoso condottiero e sovrano mongolo Gengis Khan.

A parere di Vincenzo di Beauvais si tratta di un imperatore indiano. Negli Annales sancti Rudberti Salirburgensis non è altro che Abaka, secondo re mongolo di Persia.

Secondo Marco Polo, uno dei più grandi cronisti medievali, fu un re keraita, una popolazione mongola convertita al cristianesimo nestoriano. Ma neanche Marco Polo ci da indicazioni esatte su dove fosse il suo regno.

Ci narra infatti: «Man mano che i viaggiatori europei si allontanavano dall’Occidente, il Prete Gianni recedeva verso lontananze sempre più mitiche: dagli Urali alla Persia e all’India, dalla Mongolia alla Cina, all’Indocina e alla Manciuria. Ciò che restava fissa era la strabiliante ricchezza del Prete e la sua volontà di accostarsi alla dottrina di Roma. (…) Poi quando l’Asia sembrò non offrire nuovi appigli alle speranze di trovarvi un valido alleato (…) fu la volta dell’Africa: l’Egitto prima, la Nubia infine l’Etiopia».

Prete Gianni, infatti, compare anche nelle leggende medievali ebraiche.

Benjamin de Tudela, di religione ebraica, viaggiò in oriente tra il 1159 e il 1173 e riportò che fosse un re ebreo a capo di un regno abitato da ebrei. Il Prete Gianni secondo i poemi del ciclo bretone, sarebbe colui che trasportò il Santo Graal nel suo regno.

Ludovico Ariosto, invece, ne fa uno dei personaggi del suo Orlando furioso, quel re d’Etiopia, di nome Senapo, che Astolfo libera da una maledizione divina che lo costringeva a soffrire la fame per l’eternità. Per John Mandeville, autore di Travels, Prete Gianni era un diretto discendente di Uggeri il Danese. Nel Milione, Marco Polo racconta che Gengis Khan lottò contro Prete Gianni e lo uccise.