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Figlio di Zeus e della divinità Leto, fratello gemello di Artemide, Apollo è il Dio del sole, della medicina, della musica e delle profezie.
Viene definito come Dio delle profezie in virtù del ruolo di protettore della città e del Tempio di Delfi. Infatti venerato come un oracolo aveva il potere, (grazie all’aiuto della sacerdotessa Pizia), di svelare il futuro ai mortali.
Il culto di Apollo venne importato direttamente dall’antica grecia a Roma, ragion per cui non esiste un corrispettivo romano del nome greco.
Come già accennato, Apollo viene identificato soprattutto come il Dio del sole, ma riconosciuto anche come il Dio della medicina, della musica e delle profezie. In virtù di ciò egli è soggetto a diverse rappresentazioni iconografiche: generalmente raffigurato con una corona di alloro sul capo (simbolo di vittoria), lo vediamo impugnare arco e cedtra oppure il caratteristico tripode sacrificale simbolo dei suoi poteri profetici.
Al potente Dio infatti, vengono sacrificati diversi animali, dai cigni (in riferimento alla bellezza), ai lupi e cicale (i quali simboleggiano il canto e la musica) oppure serpenti, corvi e falchi (in riferimento ai suoi poteri profetici).
Come per la gran parte delle divinità, sono diverse le versioni che riguardano la nascita e la giovinezza di Apollo. Concepito in seguito all’unione extraconiugale di Zeus con Lato, fu vittima (insieme alla madre) per tantissimo tempo, dei tentativi di vendetta di Era, legittima moglie di Zeus, la quale arrivò a proibire il parto su qualsiasi terra appartenente a questo mondo: isole comprese.
Ma nel suo errare di terra in terra alla fine Lato riuscì a dare alla luce la sua creatura su un isola di nome Delo; un isola giovane non del tutto formata e quindi non ancora legata alla terra stessa.
Altre leggende raccontano del rapimento di Ilizia (dea del parto) per opera di Era, affinchè la Dea non potesse assistere la partoriente e garantire la riuscita dell’evento, altre versioni ci narrano invece di come Lato sia stata aiutata da Poseidone a partorire nelle acque del mare.
Molte sono le imprese del Dio Apollo giunteci e tramandate nei secoli, alcune delle quali sono cruente e terribili, altre romantiche e gioiose. Tra le più spaventose vi troviamo la storia della sfida musicale del Dio del sole con il satiro Pan che oso definirsi più bravo del Dio stesso e per tale affronto, dopo aver perso la sfida, fu legato ad un albero e scorticato vivo.
Per vendicarsi invece, di Zeus, assassino di Asclepio (figlio di Apollo), egli massacrò tutti i Ciclopi aventi il compito di forgiare i fulmini di Zeus.
Tra le storie d’amore che possiamo definire come le più importanti (e quindi le più tramandate) dell’imponente Dio, sono quelle che lo legano alla figure di Dafne e Giacinto.
Si tratta di due tragedie amorose abbattutesi come fulmini nella vita di Apollo.
La prima storia narra appunto di un amore non corrisposto e frutto della vendetta del Dio dell’amore Eros, stanco delle continue derisioni da parte di Apollo. Qest’ultimo infatti, colpito da una delle fatali frecce di Eros, si innamorò perdutamente della ninfa Dafne già a sua volta vittima di un’altra freccia stregata, arruginita e spuntata del vendicativo Dio, affinchè la giovane rifiutasse l’amore di Apollo, rabbrividendo per l’orrore solamente alla sua vista. Per sfuggire a quella che ai suoi occhi doveva apparire come un atroce persecuzione, la terrorizzata ninfa chiese aiuto a sua madre che la tramutò in una pianta di Alloro, che da allora divenne la prediletta di Apollo.
La storia d’amore tra il Dio delle arti e delle scienze e il giovane principe spartano Giacinto non ebbe miglior seguito. Infatti a causa della gelosia di Zefiro, (invidioso dell’amore sbocciato fra i due), durante uno dei frequenti allenamenti del lancio del disco organizzati dai due innamorati, Giacinto venne colpito a morte dal geloso terzo incomodo. Fu così che il principe spartano si spense tra le braccia del suo amato Apollo, il quale con il cuore colmo di disperazione, lo tramutò in un bellissimo fiore rosso sui cui petali incise un’esclamazione di dolore (corrispondente in italiano alla parola ai).
Oltre a queste due grandi storie d’amore Apollo ebbe numerose relazioni sentimentali da dee e non e da queste altrattanti numerosissimi figli (se ne contano almeno ventinove!), tra i quali Aristeo concepito con Cirene, (figlia di Ipseo e Clidanope) e Troilo dall’unione cin Ecuba, moglie di Priamo e regina di Troia.
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