Persefone, Proserpina, Dea della Fertilità

Storia, mitologia e leggenda di Persefone, Dea della Fertilità



Persefone, unica figlia di Zeus e Demetra, conosciuta come Proserpina dai Romani, viene adorata come Dea della fertilità. Bella e giovane veniva adorata anche come regina degli inferi. Guidava, infatti, le anime e dei defunti nel regno dei morti, vigilando su di esse. Fu costretta a diventare la moglie di Ade (divinità degli inferi) a causa di uno stratagemma escogitato dallo stesso tenebroso Dio. Fu grazie all’intervento del padre e delle ire della madre che riuscì ad evitare una permanenza eterna nel mondo sotterraneo.




Persefone, Dea della Fertilità

 

Secondo uno studio dell’astronomo Kim Malville e dell’antropologo Fred Wendorf, sei allineamenti megalitici si estendono attraverso il sedimento di Nabta Playa, come i raggi di una ruota, e ognuno si irradia in direzione est dal Cerchio del Calendario. Queste linee coincidono con la posizione nascente di tre stelle preminenti nel periodo compreso tra il 4.800 a.C. e il 3.700 a.C., ovvero: Sirio (la stella più brillante del cielo), Dubhe (la stella più brillante dell’Orsa Maggiore) e le stelle della cintura di Orione. Precisamente, tre di questi allineamenti avevano seguito le tracce della stella Dubhe (dal 4.742 a.C. al 4.199 a.C.) mentre altre due linee la cintura di Orione (dal 4.176 a.C. al 3.786 a.C.).

Innamoratosi perdutamente della fanciulla Ade ordinò che Persefone fosse immediatamente rapita e relegata in quel triste mondo. Ma Demetra venuta a conoscenza di tutto si infuriò talmente tanto da scatenare una forte carestia su tutta la terra, la quale, per poco non causò completa estinzione dell’intero genere umano. Fu solo grazie ed un tempestivo intervento di Zeus che la vicenda non si tramutò in una tragedia.

Persefone e il Melograno

 

Zeus infatti in un primo momento inviò Efesto affinché convincesse Ade a liberare la giovane Persefone. Questo, peròa patto però che ella non avesse ingerito alcun cibo appartenente al regno dei morti. Ovviamente Ade che non voleva assolutamente perdere l’oggetto della sua passione, mise in atto un tranello. Le offrì, così, alla giovane, un melograno. Nonostante fosse a digiuno ne mangio solo pochi semi. Saputo del tranello Demetra si arrabbiò ancora di più. Ciò richiese un secondo intervento di Zeus. Infatti, venuto a conoscenza dell’intera faccenda, per stemperare gli animi propose a tutti un accordo che nessuno poté rifiutare.

Fu così concordato che, avendo ingerito solamente sei semi di melograno, Persefone avrebbe trascorso negli inferi un numero di mesi corrispondente al numero dei semi mangiati.

Persefone e Afrodite

 

Per il restante periodo sarebbe stata libera di tornare nel suo amato mondo e dalla tanto adorata madre. Da allora, il periodo che Persefone era costretta a vivere nel regno degli inferi viene fatto coincidere con la stagione dell’autunno-inverno. Ovvero, quando la terra e fredda e spoglia. Il ritorno a casa della  giovane e bella fanciulla corrisponde, invece, con la stagione della primavera-estate quando la terra è calda, fertile e colorata.

Tra le varie leggende che raccontano della vita amorosa della dea, la più famosa è quella che la vede acerrima nemica di Afrodite. Tutto questo, nella contesa del bello e giovane Adone. Si narra infatti che, già innamorata follemente del giovane, Afrodite l’avesse chiuso in una cassa. Lo trattò, quindi, come merce preziosa, inviata alla regina degli inferi affinché nessuno potesse averlo. Così, quando Persefone aprì la cassa, si innamorò perdutamente del giovane Adone. Per porre fine alla contesa, il caso fu sottoposto al giudizio di Zeus, il quale, come aveva già fatto in passato per salvare Persefone da una eterna condanna e accontentare tutti, stabilì che Adone avrebbe trascorso un terzo dell’anno insieme alla dea degli inferi, un terzo insieme ad Afrodite e il tempo rimanente l’avrebbe trascorso in base a quelli che sarebbero stati i suoi desideri.