Significato e simbologia del Noce

Noce: simbolo di fertilità e fecondità



Il Noce, il cui nome scientifico è Juglans regia è una pianta originaria dell’Asia centrale che fu introdotta nel continente europeo per i suoi frutti eduli sin dai tempi antichi. Il nome del genere deriva dal latino Jovis glans il cui significato è “Ghianda di Giove”.




Caratteristiche del Noce

 

Diffuso al giorno d’oggi in tutto il mondo, questo albero può essere coltivato anche per la produzione di legno. Caratterizzato da un tronco solido e dritto, è un albero deciduo con altezza compresa tra 10 e 40 metri con una folta chioma, espansa e tondeggiante. Le foglie appaiono imparipennate e lunghe dai 2 ai 9 centimetri. Il frutto è una drupa composta da un involucro esterno carnoso denominato mallo e un nocciolo interno legnoso e dalla forma ovoidale diviso in due parti chiamate valve. All’interno di questo involucro è contenuto il seme composto da 2 cotiledoni (la parte commestibile) irregolarmente lobati detti gherigli.

Predilige terreni profondi e fertili, mediamente umidi e ben drenati. Può sopravvivere anche su suoli leggermente acidi ma predilige quelli basici. Inoltre, ama l’esposizione a mezz’ombra più che quella diretta ai raggi solari. La specie più conosciuta è Juglans regia, noto come Noce da frutto o Noce bianco.

Significato e simbologia del Noce

 

Questo albero ha un doppio richiamo all’organo genitale maschile. Come detto in precedenza, il termine Junglas che da il nome al genere deriva dal latino “glans” il cui significato è “ghianda” da cui è derivato anche il termine “glande”. Questo per la somiglianza tra la sua parte terminale e il noto frutto della quercia. Il secondo richiamo si deve alla sua somiglianza, specialmente quando essa è ancora avvolta dalla caratteristica buccia di colore verde, chiamata “mallo”, ai testicoli.

Di fatto, quindi, questo albero simboleggia, in primis, la fertilità e la fecondità.

Gli antichi Greci chiamavano questo albero “Karya basilica” ovvero “noce regale”. Questo nome è dovuto al fatto che fu portato in Europa dai re persiani. Nella ricca mitologia greca, il Noce, come il frutto che produce (la Noce) ha una grande rilevanza. È, infatti, legata al dio Dioniso (Bacco per i Romani) e al suo amore per la principessa Caria. La leggenda narra che Dioniso, ospite presso Dione, re della Laconia, si invaghì di Caria, una delle giovani figlie di Dione. Orfe e Lico, sorelle maggiori di Caria, invidiose delle attenzioni che Dioniso stava riservando per la loro sorella, avvertirono subitamente il padre. Dioniso, quindi, colmo di collera per questo fatto, dopo averle fatte impazzire le trasformò in rocce.

Caria, disperata per la sorte riservata alle due amate sorelle, ne morì poco dopo. Dioniso, ancora innamorato di Caria, ebbe pietà di lei trasformandola in un albero di Noce dandole la possibilità di produrre frutti fecondi. La morte di Caria fu annunciata da Artemide ai Laconi. Questi fecero costruire un tempio ponendo al suo ingresso delle statue scolpite in legno di Noce. Queste statue raffiguravano delle figure femminili denominate, in seguito, “Cariatidi”.

Il Noce e la Noce

 

Nella simbologia popolare la Noce evoca il ternario sacro che presiede a ogni manifestazione: corpo (guscio), spirito (pellicola intorno al frutto, il mallo) e anima (la polpa, il gheriglio). Questo frutto, inoltre, assume il significato di “protetto dagli sguardi dei profani” grazie al suo involucro.