Significato e simbologia dell’Acacia

Acacia: la speranza e la continuazione della vita



La Robinia pseudoacacia, è il nome scientifico dell’Albero di Acacia  appartenente alla famiglia delle Fabaceae, dette anche Leguminose.




Curiosità sull’Acacia

 

L’albero di Acacia è originario della regione degli Appalachi, in Nord America. In seguito agli scambi commerciali iniziati nel corso del XVI secolo fu portata in Europa dove ha trovato un habitat ottimale per la sua crescita. La rapida diffusione di questa specie, soprattutto nel continente europeo, è stata inizialmente favorita dall’uomo. Veniva apprezzata, infatti,  non solo per il legno, ma anche come pianta nettarifera e come specie ornamentale. Questo a motivo dei suoi numerosi vantaggi. Primo fra tutti la resistenza a condizioni avverse, ma anche per l’abbondante e profumata fioritura e la velocità di crescita.

La Robinia pseudoacacia è una pianta che si presenta sia sotto forma di arbusto che di albero. La corteccia appare scura e percorsa, in senso longitudinale, da piccoli solchi ad andamento sinuoso.

La simbologia dell’Acacia

 

Considerata sacra presso gli Egizi e le popolazioni arabe, simboleggia la speranza e la continuazione della vita dopo la morte. Si ergeva, così, a emblema della persistenza dell’energia indistruttibile della vita.

Possiamo affermare con certezza che questo albero è il simbolo del mondo vegetale più rappresentativo e significativo della Massoneria. In tale contesto, rappresenta l’idea di immortalità.

L’origine di questo simbolo,  che frequentemente vediamo come distintivo sul bavero del vestito dei Liberi Muratori risale al mito di Hiram, l’architetto del Tempio di Gerusalemme.

Infatti, dopo la sua morte, i suoi aguzzini seppellirono il corpo inumato e, nel luogo della sua sepoltura,  germogliò una piantina di Acacia, rivelandone quindi la presenza. Ma questo episodio è diventato anche simbolo della rinascita ad una vita nuova e rinnovata.  L’origine del nome Acacia si può far derivare dal termine greco a-kakon riferito all’innocenza, o meglio, all’assenza di forze maligne.