Stonehenge

Il cerchio di pietra



Tra le numerose leggende associate a Stonehenge, ce n’è una che racconta la sua costruzione per opera di Merlino. Egli aveva chiesto al padre di Artù, Re Uther Pendragon, di costruire un giusto memoriale per suo fratello Ambrosius e i “Signori della Guerra” di Bretagna, tutti sconfitti a causa del tradimento dei Sassoni nel massacro conosciuto come “La Notte dei Lunghi Coltelli”.




Stonehenge: la leggenda

 

Secondo la tradizione qui giunse Giuseppe di Arimatea per esercitare il suo mestiere di piccolo mercante.

Giuseppe, come si credeva al tempo, portava le reliquie sacre del Santo Graal dalla Bretagna e costruì la prima chiesa a Glastonbury nel Somerset. Sempre secondo la tradizione si ritiene che Giuseppe portò il suo giovane nipote Gesù con lui per uno dei suoi viaggi in Bretagna.

La testimonianza biblica non parla della vita di Gesù prima del suo sacerdozio. Questo potrebbe far pensare ad un fondo di verità in questo episodio.

Merlino viaggiò verso l’Irlanda in cerca della leggenda del “Giant’s Dance”, un cerchio di rocce che si credeva avesse proprietà curative se l’acqua in cui erano state lavate fosse stata usata per curare il malato.

Dopo una grande battaglia, Merlino portò le pietre magiche sulla spiaggia e le trasportò sulla zattera attraverso la Bretagna. In seguito, le mise sulla piana di Salysbury. È stata supposto che questa storia abbia delle radici in una teoria sulla costruzione di Stonehenge. Secondo questa teoria le rocce scavate dal Prescelly Mountains furono portate dal mare e, attraverso il Fiume Avon, portate nell’entroterra.